Parrocchia San Leone Magno
Parrocchia San Leone Magno 

XXVI CONVEGNO DELLA FAMIGLIA MERCEDARIA

 

“Cristiani: i più perseguitati del mondo”

 

Nemi, 6 – 7 – 8 – Marzo 2015

 

Celebrazione Eucaristica conclusiva del Convegno nella Catacombe di Santa Domitilla.

Basilica sotterranea dei SS. Nereo e Achilleo

 

Omelia e testimonianza di S.E. Mons. Boutros Marayati Vescovo Armeno di Aleppo.

 

Letture: Es. 20, 1 – 17; Sal. 10; 1° Corinzi 1, 22 – 25; Gv 3, 16)

 

La pace del Signore sia con voi.

Carissimi fratelli e sorelle ringraziamo innanzitutto il Signore che ci ha radunati questa mattina per celebrare l'eucaristia e concludere il convegno.

Ringrazio padre Giuseppe e tutti padri presenti che mi ha invitato per celebrare con voi e pregare con voi e un ringraziamento a voi che non ci avete dimenticati noi che siamo perseguitati.

Vengo da Aleppo in Siria dove i cristiani sono una minoranza, viviamo tra i musulmani ma purtroppo sono passati quei giorni dove l'Islam era un Islam moderato e oggi come sentite e come vedete dalla televisione è arrivato un Islam molto molto fanatico che non accetta l'altro e ci sono martiri, ci sono perseguitati, abbiamo perso tanti fedeli e oggi non ne è rimasta che la metà.

O sono morti, o sono fuggiti, o sono scappati per vivere altrove.

Perciò io vi ringrazio per questo sostegno spirituale e morale e soprattutto vi ringrazio perché facciamo questa preghiera insieme in questo luogo sacro e così simbolico dove i primi cristiani sono stati perseguitati; e la storia si ripete.

Se vogliamo riassumere la storia della Chiesa e dei cristiani non possiamo dire altro che noi siamo i primi dei martiri e soprattutto noi Armeni, io sono armeno cattolico, abbiamo vissuto un martirio nel 1915, cento anni fa con un genocidio da parte dei Turchi e oggi, in questo anno noi celebriamo il centesimo anniversario di questo genocidio.

Le letture di oggi mi hanno commosso perché parlano della nostra situazione anzitutto la prima lettura dell'Antico Testamento dove si parla dei comandamenti, i dieci comandamenti.

Ho scelto questo comandamento: Dio dice "non uccidere, non ucciderai" e purtroppo il primo atto nella Bibbia fu un omicidio fra due fratelli Caino e Abele e il Signore dice “la voce del sangue del tuo fratello grida verso il cielo”.

Oggi, dopo tanti anni la voce del sangue dei bambini degli anziani dei martiri grida verso il cielo e noi vogliamo chiedere a Dio di guardare verso di noi, di udire la nostra preghiera, di darci un po' di consolazione per questi omicidi continui.

Nel Medio Evo si diceva "Homo Homini lupus" Thomas Hobbes cioè l'uomo è diventato un lupo per l'uomo ma la realtà che stiamo vivendo è peggio dei lupi perché oggi uccidere è diventato un'arte.

Uccidere gli uomini è diventata di un’immaginazione terribile, peggio degli animali e soprattutto uccidere in nome di Dio; avete visto alla televisione, e noi vediamo da lì, che per uccidere i cristiani si adopera il nome di Dio allora questo peccato diventa ancora molto più grave.

Cosa ci ha insegnato Gesù Cristo: ci ha insegnato a non uccidere, ha detto a Pietro di mettere la spada nella guaina e se qualcuno ti dà uno schiaffo devi girare l'altra guancia e ha detto, soprattutto, pregate per i vostri persecutori.

Come Signore possiamo pregare per quelli che ci ammazzano ci uccidono bruciano i bambini i vecchi le donne, come Signore?

E Cristo forse ci dice come ha detto agli apostoli discepoli se anche voi volete andarvene, perché tanti sono stati scandalizzati e hanno lasciato Gesù.

No Signore, da chi andiamo Signore?

Perché solo tu hai le parole della vita eterna, come oggi abbiamo pregato nel salmo e come ha risposto Pietro a nome di tutti gli apostoli: da chi andremo Signore? Tu sei la nostra salvezza non abbiamo altro che Te.

La seconda lettura, la prima lettera di San Paolo apostolo ai Corinzi, ci parla di Cristo crocifisso; noi non abbiamo un altro Cristo se non il Cristo crocifisso, la croce è un segno di contraddizione per qualcuno è uno scandalo, una follia ma per noi è un segno della potenza di Dio e della sapienza di Dio e perciò Cristo ci ha detto: prendete la vostra croce.

E noi in questi paesi di persecuzione non facciamo altro che prendere questa croce di Cristo e camminare dietro di lui e non c'è un discepolo più grande del suo maestro dice Gesù e se hanno fatto così a me, a Cristo, non è inconcepibile che anche noi ancora una volta dobbiamo scegliere questa strada della persecuzione e chi sopporta fino alla fine si salva dice Gesù.

Nella nostra liturgia Armena e nella nostra tradizione Armena abbiamo una croce speciale, è una croce dalla quale escono i fiori si chiama la croce fiorita.

Come nella sua preghiera a San Gregorio Narek, (poeta, monaco, teologo e filosofo mistico armeno, considerato santo dalla Chiesa cattolica che lo ricorda il 27 febbraio, n.d.r.) che fu proclamato dottore della Chiesa cattolica dice che questo legno è un degno di vita, la croce è segno di vittoria, perciò noi siamo un popolo della croce, questo è il nostro marchio e noi siamo consapevoli che con Cristo e per Cristo noi dovremo fare tanti sacrifici per morire su questa croce.

La terza lettura ci porta a un'altra realtà la realtà della resurrezione: Cristo crocifisso ma anche Cristo risorto; il nostro Cristo non rimane sulla croce ma ha superato la morte con la sua vita.

Come dice il Vangelo “potete distruggere questo tempio ma io lo ricostruirò” cioè posso risorgere per vivere una vita nuova, perciò un teologo armeno della nostra Chiesa dice che Cristo quando è risorto dalla tomba non è risorto senza il segno dei chiodi e della ferita, al contrario Cristo risorto glorioso dopo la croce e la gloria ha mostrato ai suoi discepoli il segno dei chiodi per dire di non dimenticare che con questa gloria e per arrivare a questa gloria ci sono sempre le piaghe, ci sono le sofferenze e noi sappiamo come un popolo risorto come i cristiani perseguitati avremo la vita eterna ma sempre portando il segno del martirio, delle piaghe, del sangue e perciò voglio terminare dicendo come ha detto il Vangelo di Giovanni che Cristo conosce tutto quello che c'è nell'uomo.

Cristo ci conosce uno per uno e perciò chiediamo a Lui di essere il nostro pastore, Lui il Buon Pastore e questo Buon Pastore lo vediamo qui in questa catacomba; Cristo pastore che ci conosce e ci salverà dai lupi.

Il Buon Pastore non lascia il suo gregge e noi cristiani del medio oriente, della Siria, di Aleppo, dell'Iraq abbiamo fiducia in Cristo il Buon Pastore: il Cristo crocifisso risorto e Lui non ci lascerà soli e ci darà la vita eterna.

Amen

Info

Parrocchia  

San Leone Magno

 

Via Beata Angela da Foligno, 7

50124 Firenze (FI)

Tel :055 2320056

Email

parrocosanleo@gmail.com

 

 

Take – AgenSIR

Notizie Sir del giorno: Mattarella al Sermig, Giornata diritti umani, rifiuti urbani, Eurobarometro, presepe in gabbia in California, Colombia, doping in Russia (Tue, 10 Dec 2019)
>> Continua a leggere

Diocesi: Ravenna, ricomincia dal vicariato di Cervia la visita pastorale dell’arcivescovo Ghizzoni (Tue, 10 Dec 2019)
>> Continua a leggere

Stampa Stampa | Mappa del sito Consiglia questa pagina Consiglia questa pagina
© Antonio Benedetto Pinna Beata Angela da Foligno 7 50124 Firenze