Parrocchia San Leone Magno
Parrocchia San Leone Magno 

LETTERA QUARESIMALE

 

Carissimi, 

quest’anno la Quaresima si presenta come un periodo di seria riflessione sulla vita. Quei sacrifici e digiuni che facevamo in un clima rilassato ora assumono un altro significato. La carità che si risolveva in un obolo più o meno significativo ora si traduce in attenzione vera verso noi stessi e il prossimo.

Stiamo vivendo nel surreale, costretti a fare i conti con la nostra fragilità. Alla chiusura delle attività commerciali, al divieto di aggregazione, si aggiunge l’impossibilità di incontrarci intorno all’Eucarestia domenicale. È un digiuno forzato dalla vita sacramentale nell’incontro in comunità.

Per certi versi il cammino verso la Pasqua ci sembra svuotato. E se fosse l’occasione per restituire il vero significato alla nostra vita di fede che spesso si riduce a rituali e precetti tanto che tralasciamo con noncuranza il bisogno di ritrovarci come Chiesa ogni qual volta abbiamo di meglio da fare? E se fosse l’occasione per vivere realmente la carità mettendoci a servizio di chi si trova costretto a stare in casa e bisognoso delle attenzioni quotidiane? E se questo digiuno eucaristico servisse per alimentare in noi il bisogno, la fame, il desiderio smoderato di incontrarci con il Signore riuniti in comunità? 

Se è vero che non tutti i mali vengono per nuocere, mi permetto di dire che questa quaresima può riempirsi di senso più di ogni altra vissuta fino ad oggi.

Abbiamo la possibilità di far rinascere la dimensione della Chiesa domestica all’interno delle nostre case, creando momenti di preghiera e di riflessione. Pensare al dono inestimabile della vita anche accompagnata dalla salute. Elevare a Dio la preghiera per le necessità dell’umanità. Quando il bisogno ci tocca sulla nostra carne diventiamo più sensibili ai problemi di ogni creatura.

La paura e l’ansia non possono accomodarsi nella nostra vita e farla da padrona. Il Signore ci ha dato la pienezza della sua vita attraverso lo Spirito Santo. Se ci crediamo realmente, questo Spirito è la forza che può permetterci di vivere in pienezza e rimettere ogni cosa al suo posto. 

Forse il giochino che avevamo freneticamente creato ora si è rotto. Ma la Vita rimane in noi. Quella non si corrompe. C’è una corona messa con forza sulla testa del nostro Redentore. Quella corona di spine che ha fatto sanguinare il volto del Cristo non ha sconfitto la divinità dell’uomo Dio Gesù. Quel sangue ci ha lavati da ogni colpa. 

Viviamo come un’occasione unica questo periodo di riflessione mettendoci nelle mani del Signore senza farci prendere da sterili paure.

 

P. Antonio

Carissimi,

La sospensione delle celebrazioni liturgiche non significa prendere un pausa ma vivere con più decisione la nostra vita di fede. Sicuramente ci mancherà il riunirci per la preghiera e i vari momenti di aggregazione. Cerchiamo di far fruttificare questo periodo vivendo la comunione spirituale con tutta la Chiesa. Noi sacerdoti celebriamo ogni giorno l'Eucarestia in forma privata. Se viviamo in comunione, potremo sentire in noi la forza del Signore che si fa presente e ci unisce nonostante la distanza.

Accendiamo la speranza che è in noi e preghiamo nelle nostre case, vere Chiese domestiche.

Ci affidiamo a Maria della Mercede perché spezzi ogni catena che ci rende schiavi e fragili chiedendogli di intercedere perché sentiamo la Forza di Dio Padre in noi.

 

P. Antonio

Carissimi,
 
faccio seguito al comunicato che ho chiesto di diffondere questa mattina per rendervi noto il provvedimento del Governo che nel contrasto alla diffusione del coronavirus ha disposto la cessazione della celebrazione pubblica delle Sante Messe come pure di altre celebrazioni liturgiche o devozionali (tutto questo rientra nella espressione “cerimonie religiose”, come ho potuto appurare da fonte qualificata).
 
Ora vi raggiungo con queste parole per dare qualche indicazione sullo spirito con cui vivere questo momento e le disposizioni che provocano sofferenza a noi e alle nostre comunità.
 
Anzitutto vi faccio notare che il provvedimento governativo non esige la chiusura delle chiese. Al contrario, sembra in qualche modo indicare nella preghiera privata una strada per continuare a nutrire la vita spirituale. Invitiamo pertanto la gente a coltivare l’atteggiamento di adorazione di fronte a quella Eucaristia che non possiamo più celebrare insieme. Noi, peraltro, come sacerdoti è bene che continuiamo a celebrare la Santa Messa nella forma prevista dal Messale Romano come “Messa senza popolo”. Assicuriamo la nostra gente che attraverso questa celebrazione “senza popolo” la Chiesa e noi con essa continuiamo il rendimento di grazie al Padre nel memoriale della morte e risurrezione di Cristo, come offerta per il popolo, con particolare intenzione in riferimento alla dolorosa situazione dei nostri giorni.
 
La mancata partecipazione alla Santa Messa è un grande sacrificio per noi cristiani, che "Sine dominico non possumus", cioè: "Non possiamo vivere senza celebrare il giorno del Signore / Pasqua domenicale ", come dissero i martiri di Abitene. Ma la celebrazione dell’Eucaristia ha una dimensione rituale che però ha un complemento essenziale negli effetti che essa genera nella vita: l’Eucaristia è celebrata in verità se genera la carità. Nella presente circostanza noi non rinunciamo al significato ultimo dell’Eucaristia, che è il dono di sé fatto dal Signore, ma, ottemperando alle norme dello Stato, siamo invitati a manifestarlo nel gesto di carità fraterna che è evitare che attraverso il riunirsi di un’assemblea si vadano a costituire situazioni di vita sociale che possono favorire il diffondersi del virus. La mancanza del rito, lo ribadisco, ci fa soffrire, ma non ci impedisce di vivere i frutti dell’Eucaristia, cioè la carità.
 
Infine, non potendo i fedeli partecipare alla Santa Messa, dobbiamo invitare e aiutare tutti a dare spazio soprattutto nelle domeniche a un tempo maggiore dedicato alla meditazione della parola di Dio, alla preghiera personale, a momenti di vita interiore, che ci aiutino ad affrontare la prova del presente. In questo possono aiutarci anche le trasmissioni televisive della Messa o di altre forme di pietà popolare. Raccomando le trasmissioni proposte dalla emittente televisiva dei vescovi Italiani Tv2000 e la Santa Messa di Radio Vaticana trasmessa dalla nostra emittente Radio Toscana (domenica ore 11).
 
Raccomando a tutti di attenersi, con questo spirito e con queste modalità, a quanto prescritto dalle norme governative e alle disposizioni date in questi giorni dalla CEI, dai Vescovi toscani e stamane da me.
Con viva fraternità.
8 marzo 2020
 
Giuseppe card. Betori

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ORARIO SS. MESSE

 

CHIESA PARROCCHIALE

(via B. Angela 7)

 

Feriale ore 9

Festiva ore 9,30 e 11

 

 

CAPPELLA OASI 

(via Accursio 19)

 

Feriale e prefestiva

ore 17,30

 

 

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ADORAZIONE EUCARISTICA

 

il primo lunedì del mese dalle 17 alle 20

 

dalle 17 alle 19 adorazione personale

dalle 19 alle 20 adorazione comunitaria

PASTORALE FAMILIARE

 

 

 

Giubileo   Mercedario

 

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